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03/03/2010 - Tutti gli agenti di assicurazione che operano in Italia vivono difficoltà, anche gravi. Ma queste difficoltà, nel Meridione, si amplificano. Questo è il grido di denuncia e di grave allarme che viene dalle agenzie del Mezzogiorno. «Il plurimandato fatica ovunque a decollare, ma al Sud è praticamente impossibile da praticare, dato che le Compagnie rifiutano di intrattenere rapporti plurimandatari» afferma Enzo Gatto, componente dell’Esecutivo Nazionale Sna e responsabile proprio per le attività nell’Area Meridione.
«Un’ipotesi per superare questo problema», prosegue Gatto, «potrebbe essere la possibilità di collaborazione tra gli iscritti nella Sezione A del Rui». Ma si tratta di una strada non facilmente percorribile: come noto, la questione non è di competenza Isvap ma legislativa - peraltro l’Istituto si è detto più volte favorevole alla modifica -; va da sé, quindi, che l’eventuale ottenimento di questo risultato presuppone un lavoro lungo e complesso. «Ne siamo consapevoli», dice Gatto, «ma raccomandiamo all’Esecutivo Nazionale di proseguire con forza in questa direzione». Poiché le difficoltà che incontrano le agenzie del Sud sono analoghe a quelle riscontrate da altri settori dell’imprenditoria nazionale operanti nel territorio, gli agenti Sna del Meridione chiedono che vengano attuati nei loro confronti provvedimenti assimilabili a quelli previsti per altri ambiti imprenditoriali: detassazione parziale o totale dei premi assicurativi per gli utenti del Mezzogiorno e defiscalizzazione degli utili delle Compagnie che intendono essere presenti e svilupparsi al Sud. Si consideri peraltro che questa posizione è condivisa da Confindustria, Confcommercio ed Antitrust.
«E non a caso», ribadisce Gatto, «l’Authority e l’imprenditoria del Paese si rendono conto che è vera emergenza, ed è indispensabile arginare questa costante emorragia, questo continuo abbandono dei territori meridionali da parte delle Compagnie. Siamo di fronte a quella che potremmo definire una “campagna di dismissione agenziale” attuata tramite inibizioni o riduzioni di portafoglio, chiusura delle agenzie, o semplicemente assenza di investimenti per lo sviluppo delle strutture agenziali. Non è solo la vita professionale degli agenti a essere gravemente in pericolo», chiarisce Gatto, «ma quella di tutti coloro che collaborano con gli agenti. Stiamo perciò parlando dell’esposizione a rischio di centinaia di posti di lavoro».
Colleghi estremamente preoccupati si stanno rivolgendo al Sindacato, per riportare notizie allarmanti secondo cui i principali Gruppi assicurativi e numerose compagnie, starebbero chiudendo decine di agenzie. Avrebbero addirittura stilato una «lista nera» di strutture da eliminare nell’area del Centro Sud e sebbene non vi siano ancora dati certi e definitivi, parrebbe accertata una maggiore incidenza di revoche al Meridione rispetto ad altre zone del territorio nazionale. «Ma non resteremo con le braccia conserte », garantisce Enzo Gatto, che anticipa una serie di iniziative condivise e coordinate con tutto l’Esecutivo Nazionale Sna.
Verranno istituiti osservatori locali a livello regionale; il primo è stato stabilito in Campania, ma si è già deciso di costituirne di analoghi in Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. «Queste strutture avranno il compito di individuare le criticità ed il comportamento messo in atto dalle imprese nei confronti dei colleghi e delle agenzie operanti nei rispettivi territori, monitorando continuamente la situazione e mantenendo informata la struttura centrale sulle risultanze delle analisi dei dati». Queste risultanze verranno trasmesse a prefetti, questori, governatori regionali, associazioni dei consumatori, testate locali e regionali, mettendo in risalto la criticità complessiva che investe la categoria, la precarietà dei posti di lavoro, la criminalità che influisce sui dati negativi (sinistralità), la necessità di adottare metodologie adeguate da parte delle Autorità. «Combatteremo l’azione portata avanti in maniera oscura dalle compagnie, con la trasparenza e l’informazione, sensibilizzando istituzioni ed opinione pubblica », conclude Enzo Gatto.
D’altro canto in gioco non ci sono soltanto i posti di lavoro e le professionalità che rischiano di essere eliminate, ma anche il livello del servizio offerto alla clientela. In barba all’obbligo a contrarre, di recente confermato nella sua legittimità dalla Corte di giustizia europea vista la rilevanza sociale delle polizze auto,la chiusura degli sportelli agenziali e le disdette di massa danneggeranno infatti anche i consumatori meridionali, che incontreranno una crescente difficoltà nel trovare risposta alla loro necessità di assicurare i propri veicoli. A seguito della conferenza stampa organizzata da Sna e Unapass - con il sostegno delle associazioni dei consumatori -, che ha voluto portare alla luce il pesante quadro che sta delineandosi per agenti e assicurati nel Meridione d’Italia, le sezioni provinciali Sna delle aree interessate hanno inviato alle prefetture di tutte le province del Mezzogiorno una lettera nella quale si richiamava l’attenzione dei prefetti sui preoccupanti dati - emersi da uno studio effettuato per ciascuna provincia dalla Commissione Area Mezzogiorno Sna, coordinata, appunto, da Gatto - relativi all’elevato numero di sinistri falsi (soprattutto quelli legati alla criminalità) che comportano tariffe Rca tra le più care d’Italia, causa principe della circolazione sul territorio di veicoli privi di copertura assicurativa, abbandono del territorio da parte di alcune Compagnie di parte del territorio, motivo di enormi disagi per il cliente-consumatore nell’adempimento all’obbligo assicurativo e chiusura di sedi agenziali con la relativa perdita di posti di lavoro dei collaboratori degli agenti.
Solo osservando la Sicilia, l’Isvap riferisce, per l’anno 2008, di ben 1.254 sinistri Rc auto, con un costo medio per sinistro di 4.744 euro, mentre secondo Iama Consulting è stato chiuso, tra il 2004 e il 2007, il 6,3% delle agenzie assicurative, con una perdita effettiva di oltre 600 posti di lavoro. Nella missiva si richiamava inoltre l’attenzione su come una corretta applicazione della legge 40 potrebbe invece creare maggiore concorrenza e contribuire alla riduzione delle tariffe, alleviando le sofferenze di automobilisti e agenti. L’iniziativa sta dando i suoi frutti. Lo scorso 21 gennaio, una rappresentanza della Sezione Provinciale Sna di Palermo è stata infatti ricevuta in Prefettura. «Ci è stata riservata un’attenzione che, all’inizio, potevamo solo sperare», dichiara Enzo Gatto, «ed abbiamo visto condivisa l’emergenza che illustravamo».
Il positivo andamento dell’incontro, fa sperare nella costituzione di «un canale privilegiato duraturo, con obiettivi positivi per i cittadini, gli agenti e i loro collaboratori», aggiunge Gatto, «tendente a un mercato capace di recepire la moderazione dei costi assicurativi, il contenimento delle false coperture assicurative, della circolazione senza copertura assicurativa e dei sinistri falsi. Il prefetto ha dato pieno mandato al suo capo di gabinetto di occuparsi della tematica che ci riguarda e che riguarda l’universo dei consumatori. Ci siamo congedati con la promessa che, in brevissimo tempo, avremo risposte concrete alle nostre richieste», conclude con soddisfazione Enzo Gatto.
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